Conversazioni sull’accoglienza e la cura delle vite in fuga

25/10

09:00

SPAZIO FRANCO

Dall’accoglienza alla cura, attraverso l’ascolto. Accoglienza e cura, due termini che forgiano il benessere e il futuro dello straniero fuggito da povertà, guerre, violenza e viaggi talmente disumani da aggiungere trauma a trauma.

Dopo una prima azione di benvenuto e ricezione del migrante, è importante concentrarsi tanto sul suo benessere fisico, quanto su quello emotivo/psicologico e sociale, con interventi attivi di cura per dargli un sostegno e farlo prosperare, con la convinzione che aver cura della singola persona, significa aver cura della società.

Una conversazione tra i protagonisti ed il pubblico, a partire dalla testimonianza di Amara Fofana, il ragazzo la cui storia ha ispirato il film “Io capitano” che ci racconterà dei sogni che lo hanno spinto a partire, della progettazione del viaggio con il suo amico fraterno, della traversata nel deserto e delle torture vissute, fino allo strano epilogo al suo arrivo in Italia. Un viaggio attraversato dall’idea della cura, attesa e sperata che non si traduce sempre in accoglienza. Ne parleremo con Alessandra Morelli che ha lavorato per 30 anni come funzionaria dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) in luoghi complessi come i Balcani, l’Africa, il Medio Oriente e che propone di affrontare le migrazioni non come emergenza ma sfida umana e responsabilità condivisa.

Introduce: Agata Aiello, presidente regionale Acli Sicilia e membro presidenza nazionale Acli con delega all’inclusione sociale

Modera: Cristina Morga, Acli nazionali