In collaborazione con Solidar
La precarietà è il fattore principale che espone i lavoratori migranti a un elevato rischio di sfruttamento, e questo è particolarmente grave per i lavoratori migranti stagionali e i migranti irregolari. I problemi delle condizioni di lavoro inique e dello sfruttamento del lavoro sono comuni a molti paesi europei e particolarmente pronunciati in alcuni settori come l’agricoltura, l’edilizia e la logistica.
In generale, in tutta Europa, si sta affermando l’idea che l’immigrazione in Europa debba essere consentita solo quando soddisfa le esigenze del sistema produttivo. Ciò si traduce in sistemi in cui i permessi di lavoro vengono rilasciati solo per alcune professioni e settori, spesso per brevi periodi di tempo e con restrizioni in termini di mobilità lavorativa.
Questo approccio mercifica le persone in base alla loro utilità per l’economia nel breve termine, restringe significativamente i percorsi migratori regolari e apre la strada alla precarizzazione dei lavoratori migranti, rendendoli più vulnerabili allo sfruttamento del lavoro. La tavola rotonda esplorerà i legami tra politiche migratorie e condizioni di lavoro degradate dei lavoratori migranti, le manifestazioni di queste condizioni di lavoro degradate fino allo sfruttamento lavorativo e le modalità per contrastarle. I relatori presenteranno esperienze di successo, dall’Italia ma anche da Spagna e Croazia, altri paesi del Mediterraneo che fanno affidamento sulla manodopera dei lavoratori migranti, e includeranno prospettive dai paesi di origine
Intervengono:
Moderatore: Peppe Scifo (CGIL)