In Tunisia come in Italia è forte la voce di familiari delle persone scomparse in mare.
Le associazioni fondate da madri e sorelle, nate per chiedere verità e giustizia e amplificare la voce delle famiglie, chiedono al governo italiano e al governo tunisino di attivarsi nella ricerca delle persone scomparse nel Mediterraneo e di stabilire un protocollo di identificazione dei corpi. Per tutta risposta, l’Italia e la Tunisia continuano a stringere accordi sui rimpatri e per bloccare le partenze e negare la libertà di movimento, e le persone continuano a scomparire e a morire in mare.
L’incontro, con la partecipazione delle famiglie e delle associazioni di familiari delle persone scomparse nel Mediterraneo e delle organizzazioni che in Italia e in Tunisia si occupano di memoria e di lotta per la verità e la giustizia, vuole essere un’aperta denuncia del regime delle frontiere e delle politiche razziste, neo coloniali e mortifere italiane ed europee.
L’incontro sarà anche un’occasione per ricordare i nomi, i volti e le storie di chi è scomparso in mare e per non rimanere in silenzio su un sistema che criminalizza, discrimina e uccide. Per pretendere un cambiamento netto, perché le morti e le scomparse nel Mediterraneo continueranno finché non cambieranno le politiche migratorie italiane ed europee. Solo il riconoscimento della libertà di movimento di tutt3 può mettere fine a tutto questo.
Intervengono:
Modera: Marina De Stradis, A Buon Diritto