Ingressi protetti, corridoi umanitari e visti

24/10

11:00

ZAC - ZONA ARTI CONTEMPORANEE

Le guerre e le crisi umanitarie sono diventate strutturali in un mondo sempre più orientato a favorire grandi profitti sacrificando i diritti umani e la vita delle persone.

L’UNHCR stima che nel mondo ci siano più di 120 milioni di persone obbligate a lasciare le loro case forzatamente. Di fronte a tragedie che coinvolgono interi popoli e ad un mondo che sembra aver perso il senso di umanità, la mobilità di chi fugge da guerre, persecuzioni e crisi umanitarie è resa sempre più difficile da leggi e regole che rispondono soprattutto ad esigenze elettorali cancellando quei principi che avevano rappresentato una speranza subito dopo la seconda guerra mondiale. Chi scappa per mettere in salvo se stesso e la propria famiglia sempre più spesso è considerato un indesiderabile, un pericolo per la sicurezza, un irregolare. Ma come può una donna afghana fuggire dal regime talebano rivolgendosi ai governi democratici del pianeta? Come può sfuggire ai suoi aguzzini in Libia un minorenne scappato dal sud sudan o dall’eritrea? L’esperienza dei corridoi umanitari, le evacuazioni mediche, i ricongiungimenti familiari, necessiterebbero di un quadro legislativo e politico di maggiore certezza per rendere più efficaci e certi interventi di solidarietà e giustizia che oggi rischiano di essere troppo precari e intermittenti. 

Introduce: Sandra Foschini, ARCI.

Intervengono: Oliviero Forti, Caritas Italiana con la presentazione del volume “L’altra strada. I corridoi umanitari, universitari e lavorativi”; Lorenzo Trucco, ASGI;  Andrea Pecoraro, UNHCR; Cecilia Pani, Comunità di S.Egidio