Perché ero ragazzo: Alaa Faraj e il diritto alla verità

24/10

19:30

SPAZIO TRE NAVATE

Alaa Faraj, Perché ero ragazzo, ed. Sellerio

In collaborazione con il Festival delle Letterature Migranti

Agosto 2015. La Libia è in guerra, l’Italia dista appena cinquecento chilometri. Alaa Faraj, ventenne studente di ingegneria e promessa del calcio libico, sogna una nuova vita oltre il mare. Ma ottenere un visto è impossibile, e l’unica via è un barcone. Durante quella traversata — la “strage di Ferragosto” — muoiono quarantanove persone soffocate nella stiva. Sopravvissuto, Alaa viene accusato di essere uno scafista. Da allora afferma la sua innocenza: accetta la prigione, ma rifiuta il marchio del criminale. In carcere impara l’italiano e scrive Perché ero ragazzo, lettera dopo lettera, affidando la sua voce ad Alessandra Sciurba, che ne cura il testo e ne accompagna la battaglia civile. Nel dialogo con Adriano Sofri, Fausto Melluso e Aldo Schiavello, la sua storia diventa un atto di verità e resistenza: un racconto di speranza e naufragio, di condanna e sopravvivenza, di fede nella giustizia anche quando lo Stato sembra voltarsi dall’altra parte. Oggi, la voce di Alaa si intreccia a quelle di scrittori, attivisti e artisti che ne sostengono la causa, mentre migliaia di persone continuano a essere arrestate come “scafisti” — vittime di un sistema che punisce gli ultimi e risparmia i veri trafficanti.